
Cari amici, vorrei riflettere con voi su alcuni passi de
I segreti del risveglio di Osho. Mi colpiscono, in particolare, per il nesso tra misticismo e poesia.
L’estasi più elevata, il
samadhi, è simile al sonno più profondo, con una sola differenza: non sei addormentato. Ma la qualità è la stessa: sei senza pensieri e senza sogni, totalmente calmo e quieto, del tutto privo di increspature, indisturbato ma inconsapevole.
Quando sei consapevole e non ci sono pensieri, avvertirai una trasformazione improvvisa nella tua consapevolezza: il centro cambia, sei ributtato indietro, vieni catapultato nel cuore. E dal
cuore, quando guardi il mondo, quest’ultimo non esiste più. Solo Dio è presente. Dalla testa, quando guardi l’esistenza, non esiste Dio, ma solo l’esistenza materiale. La materia e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo steso fenomeno osservato da due diversi centri dell’essere.
Quando entri nel cuore, vedi l’esistenza come un Tutto. Il cuore non divide, non è un tuo frammento; cuore significa: tu nella tua totalità. Il corpo intero, preso in parti, è frammentato. Il cuore non è un frammento. Ecco perché mi si può tagliare la mano, ma io non morirò. Posso restare in vita persino se mi viene asportato il cervello. Ma se il cuore cessa di battere, io cesso di vivere. Dunque, sentire è la totalità dell’essere, sapere ne è soltanto un frammento.
Secondo la religione, l’amore è la conoscenza più elevata. Ecco perché la religione si esprime più in termini poetici che scientifici. E’ impossibile usare un linguaggio scientifico, perché appartiene alla dimensione del sapere. Si può utilizzare la poesia; e per chi è giunto a conoscere la realtà tramite l’amore, ogni parola si trasforma in poesia. Le Upanishad, i Veda, i detti di Gesù, del Buddha o di Krishna sono tutte affermazioni poetiche.
Esiste un’affinità tra il mondo di un poeta e quello di un mistico, anche il mistico usa il linguaggio del cuore.Un poeta è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa.
Un mistico è qualcuno che è andato completamente al di là della gravità, vive nel mondo dell’amore, vive attraverso il cuore: il cuore è diventato la sua dimora. Il poeta ha solo dei bagliori: talvolta scende dalla testa al cuore, ma è solo un attimo, subito ritormna nella testa.Quando Coleridge morì, lasciò circa quarantamila poesie incomplete. In tutta la vita, portò a termine solo sette poesie. Era un grande poeta, uno dei più grandi al mondo, ma quando gli chiedevano: "Lasci sempre incomplete le tue poesie. Quando le finirai?”, rispondeva: “Non posso farci nulla. Talvolta mi arrivano alcuni versi, ma poi il flusso si ferma; come posso completarli? Aspetto. Devo aspettare. Se l’intuizione arriverà di nuovo, se il mondo e la realtà mi vengono rivelati ancora, completerò quelle poesie; da solo non posso fare nulla”.
Un poeta cammina sulla Terra, ma talvolta salta, durante questi salti ha l’ispirazione. Un mistico vive nel cuore; non cammina sulla Terra, perché il cuore è diventato la sua dimora. Per cui, in realtà, egli non cerca poesia, in quanto tutto ciò che fa e dice diventa poetico, viene dal cuore e dall’amore.