lunedì 17 novembre 2008

Parigi in agosto


Antonio Canova, Psiche rianimata dal bacio di amore, 1793 Parigi Louvre


Come un attore imperfetto che sul palcoscenico
dimentica la parte per troppa paura;
o come un violento che gonfio di rabbia
sente mancargli il cuore per furia eccessiva;
io per scarsa fiducia in me stesso dimentico
l'esatta cerimonia del rito d'amore,
e proprio nella forza del mio amore sento
di venir meno, oppresso dal fardello della sua potenza.
Siano dunque i miei libri l'eloquenza,
e i messaggeri muti del mio petto
che parla e invoca amore, e chiede ricompensa
meglio di quella lingua che già tanto disse.
Impara a leggere, dunque, tutto ciò che ha scritto
l'amore silenzioso; ascoltare con gli occhi
si addice al fine ingegno dell'amore.

William Shakespeare

domenica 9 novembre 2008

Almeno tu nell'universo



E se mi devi amare per null’altro sia


E se mi devi amare per null’altro sia
che per amore. Non dire "L’amo per il
suo sorriso, il suo sguardo, il modo
gentile di parlare, per le sue idee
che si accordano alle mie e che un giorno
mi resero sereno". Queste cose possono
Amato, in sé mutare o mutare per te.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che
le mie guance asciuga. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo
conforto, e perdere così il tuo amore.
Ma amami solo per amore dell’amore,
che cresca in te, in un’eternità d’amore!


Elizabeth Barrett Browning

venerdì 7 novembre 2008

Non c'è disaccordo nel cielo

Questa canzone di Capossela si leva dal silenzio, e parla per me. La rubo a Juniper. A voi, amici.


venerdì 31 ottobre 2008

Orgasmi linguistici



Cari amici, accolgo il suggerimento di Simone: non interrompo il flusso energetico sviluppatosi intorno al Tao dell'amore, pubblicando questo nuovo post.
Si tratta di una suggestione nata dalla lettura di una recensione dell'ultimo libro del critico George Steiner, un libro presentato venerdì scorso a Milano: I libri che non ho scritto (Garzanti). Ma perchè dovremmo leggere un libro che parla di libri mai scritti e quindi mai letti? Forse per la stessa ragione per cui il saggio non è stato ben accolto dalla stampa inglese: il capitolo sulla sessualità. Il vecchio Steiner non nasconde il suo interesse per l'argomento: " Le lingue - dice strizzando l'occhio - sono indispensabili sia nel rapporto discorsivo che in quello fisiologico. Il coitus non è anche, forse soprattutto, traduzione? E l'orgasmo non è forse un esempio di traduzione simultanea? Evidentemente in Inghilterra la sessualità è monoglotta". Sex in translation.

I segreti del risveglio



Cari amici, vorrei riflettere con voi su alcuni passi de I segreti del risveglio di Osho. Mi colpiscono, in particolare, per il nesso tra misticismo e poesia.

L’estasi più elevata, il samadhi, è simile al sonno più profondo, con una sola differenza: non sei addormentato. Ma la qualità è la stessa: sei senza pensieri e senza sogni, totalmente calmo e quieto, del tutto privo di increspature, indisturbato ma inconsapevole. Quando sei consapevole e non ci sono pensieri, avvertirai una trasformazione improvvisa nella tua consapevolezza: il centro cambia, sei ributtato indietro, vieni catapultato nel cuore. E dal cuore, quando guardi il mondo, quest’ultimo non esiste più. Solo Dio è presente. Dalla testa, quando guardi l’esistenza, non esiste Dio, ma solo l’esistenza materiale. La materia e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo steso fenomeno osservato da due diversi centri dell’essere.
Quando entri nel cuore, vedi l’esistenza come un Tutto. Il cuore non divide, non è un tuo frammento; cuore significa: tu nella tua totalità. Il corpo intero, preso in parti, è frammentato. Il cuore non è un frammento. Ecco perché mi si può tagliare la mano, ma io non morirò. Posso restare in vita persino se mi viene asportato il cervello. Ma se il cuore cessa di battere, io cesso di vivere. Dunque, sentire è la totalità dell’essere, sapere ne è soltanto un frammento. Secondo la religione, l’amore è la conoscenza più elevata. Ecco perché la religione si esprime più in termini poetici che scientifici. E’ impossibile usare un linguaggio scientifico, perché appartiene alla dimensione del sapere. Si può utilizzare la poesia; e per chi è giunto a conoscere la realtà tramite l’amore, ogni parola si trasforma in poesia. Le Upanishad, i Veda, i detti di Gesù, del Buddha o di Krishna sono tutte affermazioni poetiche. Esiste un’affinità tra il mondo di un poeta e quello di un mistico, anche il mistico usa il linguaggio del cuore.Un poeta è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa. Un mistico è qualcuno che è andato completamente al di là della gravità, vive nel mondo dell’amore, vive attraverso il cuore: il cuore è diventato la sua dimora. Il poeta ha solo dei bagliori: talvolta scende dalla testa al cuore, ma è solo un attimo, subito ritormna nella testa.Quando Coleridge morì, lasciò circa quarantamila poesie incomplete. In tutta la vita, portò a termine solo sette poesie. Era un grande poeta, uno dei più grandi al mondo, ma quando gli chiedevano: "Lasci sempre incomplete le tue poesie. Quando le finirai?”, rispondeva: “Non posso farci nulla. Talvolta mi arrivano alcuni versi, ma poi il flusso si ferma; come posso completarli? Aspetto. Devo aspettare. Se l’intuizione arriverà di nuovo, se il mondo e la realtà mi vengono rivelati ancora, completerò quelle poesie; da solo non posso fare nulla”.
Un poeta cammina sulla Terra, ma talvolta salta, durante questi salti ha l’ispirazione. Un mistico vive nel cuore; non cammina sulla Terra, perché il cuore è diventato la sua dimora. Per cui, in realtà, egli non cerca poesia, in quanto tutto ciò che fa e dice diventa poetico, viene dal cuore e dall’amore.

giovedì 30 ottobre 2008

Questa è la canzone che scrivo per te


L'amore è per Neruda fonte di dolore; anzi esiste proprio in quanto è veicolo attraverso il quale si esprime il dolore radicale. Nel corpo della donna, che l'uomo desidera in contrastanti impulsi, con lo spirito non meno che con i sensi, si manifesta la straziante amarezza dell'inappagato, di ciò che sembra raggiunto e si rivela irraggiungibile, di ciò che è attuale e presente proprio perchè trascorso o solo intraveduto. Unica presenza reale è il ricordo, presenza che lacera continuamente nell'intimo. L'amore, per Neruda, sta unicamente nel ricordo deluso.
G.Bellini, Introduzione a Venti poesie d'amore e una canzone disperata

Canzone disperata

Emerge Il tuo ricordo dalla notte in cui sono.
Il fiume congiunge al mare il suo lamento ostinato.
Abbandonato come le banchine all'alba.
È l'ora di partire, oh abbandonato!
Piovono sul mio cuore fredde corolle.
Oh sentina di macerie, feroce covo di naufraghi!
In te si accumularono le guerre e i voli.
Da te spiegarono le ali gli uccelli del canto.
Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
Come il mare, come il tempo.
Tutto in te fu naufragio!
Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
L'ora dello stupore che splendeva come un faro.
Ansia di timoniere, furia di palombaro cieco,
torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!
Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.
Esploratore perduto, tutto in te fu naufragio!
Ti attaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.
Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!
Feci indietreggiare la muraglia d'ombra, andai oltre il desiderio e l'atto.
Oh carne, carne mia, donna che amai e persi,
te, in quest'ora umida, evoco e canto.
Come un bicchiere ospitasti l'infinita tenerezza,
e l'infinito oblio ti frantumò come un bicchiere.
Era la nera, nera solitudine delle isole,
e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.
Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
Era il dolore e la rovina, e tu fosti il miracolo.
Ah donna, non so come hai potuto contenermi
nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!
Il mio desiderio di te fu il più terribile e breve,
il più inquieto ed ebbro, il più avido e teso.
Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,
ancora bruciano i grappoli sbecchettati dagli d'uccelli.
Oh la bocca mordicchiata,
le membra baciate ,oh i denti famelici, oh i corpi intrecciati.
Oh l'amplesso folle di speranza e di vigore
in cui ci congiungevamo e ci disperavamo.
E la tenerezza, lieve come l'acqua e farina.
E la parola appena iniziata sulle labbra.
Quello fu il mio destino e con esso viaggiò il mio
desiderio,con esso crollò il mio desiderio, tutto in te fu naufragio!
Oh sentina di macerie, in te tutto crollava,
quale dolore non esprimesti, quali onde non ti affogarono.
Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.
In piedi come un marinaio a prua della nave.
Ancora fioristi in canti, ancora straripasti in correnti.
Oh sentina di macerie, pozzo aperto e amaro.
Pallido palombaro cieco, sciagurato fromboliere,
esploratore perduto, tutto in te fu naufragio!
È l'ora di partire, l'ora fredda e dura
che la notte ferma su ogni orologio.
Il cinturone rumoroso del mare cinge la costa.
Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli neri.
Abbandonato come le banchine all'alba.
Solo l'ombra tremante si ritorce tra le mani.
Ah più in là di qualsiasi cosa.
Ah ben più in là.
È l'ora di partire.
Oh abbandonato!


lunedì 27 ottobre 2008

Il Tao dell'amore e la felicità


Cari amici, ieri, facendo pulizia nella mia libreria, mi sono imbattuta in un testo assai curioso dal titolo Le donne e il Tao dell’amore. In me subito il desiderio di saperne di più, anche perché sentivo che la tematica rimandava al nostro pensiero concavo. Stamattina, il mio primo pensiero è stato quello di documentarmi a riguardo. E, ricercando su google, ho trovato un articolo sull’argomento assai interessante, scritto, tra l’altro, molto bene dalla Dott.ssa Flavia Rinaldi, presumo una sessuologa. Vi riporto alcuni degli stralci più significativi.

Amore e sesso sono sempre stati considerati dalla filosofia taoista come fondamentali per il raggiungimento della serenità interiore e dell'armonia cosmica. Furono i Cinesi a compilare i più antichi e minuziosi manuali sessuali del mondo dove vengono soprattutto elencate le tecniche in grado di ritardare l'eiaculazione....
Nell’antica concezione cinese del mondo, l’esistenza appariva come il risultato di un processo dinamico che contemplava l’alternarsi di forze passive e attive, di positività e negatività, il tutto in un perfetto equilibrio. Le forze attive prendono il nome di yang, quelle passive di yin. Insieme, yang e yin, si fondono per sospingere il ch’i, o energia vitale. L’interazione e alternanza di questi due elementi è chiamata TAO. Lo yin è identificato con un principio oscuro, passivo umido, femminile, lo yang con qualcosa di solare caldo attivo maschile.
Secondo questa filosofia, il rapporto sessuale è considerato come l’equivalente umano delle forze cosmiche di yang e yin. Non era comunque istituito un parallelismo diretto tra pene e vagina , ma piuttosto tra essenza yin, le secrezioni degli organi sessuali femminili e l’essenza yang, lo sperma maschile. L’essenza femminile è considerata più forte di quella maschile: l’uomo infatti può presentare limiti che riguardano la capacità di ottenere l’erezione mentre la donna può accogliere l’uomo tutte le volte che vuole. Le maggiori energie femminili, derivano anche dal fatto che la donna affronta anche la gravidanza e l’allattamento. Il raggiungimento dell’armonia yin –yang tra uomo e donna era la preoccupazione principale dei più antichi manuali sessuali cinesi.
Lo yang si rafforza unendosi allo yin femminile durante il rapporto sessuale: è quindi importante per l’uomo prolungare il coito più a lungo possibile in quanto così può assorbire yin.
Lo scopo fondamentale era dunque quello di ritardare l’eiaculazione e quando possibile evitarla.
A tal fine era impiegato il metodo del coitus reservatus, così descritto dal maestro Tung-hsuan: “L’uomo chiude gli occhi e concentra i suoi pensieri: preme la lingua contro il palato, inarca la schiena e tende il collo. Apre le narici, chiude la bocca e inspira. Così non ha eiaculazione e il seme risale internamente da solo”.
Altro metodo praticato, il coitus obstructus, così descritto: “Quando l’uomo sente di essere vicino all’eiaculazione, deve esercitare una rapida e decisa pressione, utilizzando le dita della mano sinistra, tra lo scroto e l’ano, ispirando profondamente e stringendo i denti molte volte, senza trattenere il respiro. Il seme viene così attivato ma non emesso, retrocede dallo Stelo di Giada (pene) e sale nel cervello”. Si verificava cioè la deviazione del liquido seminale dal pene alla vescica, dalla quale sarebbe stato espulso poi attraverso l’urina. Gli Autori di questi manuali, in cui venivano descritti tali metodi, erano comunque consapevoli che queste tecniche non erano comunque praticabili da tutti gli uominini con regolarità.